E’ con grande piacere che Artemperature presenta la prima Digital Exhibition organizzata in collaborazione con la Galleria COCO -Collezioni Contemporanee dell’Arch. Alice Albanese. COCO è una galleria focalizzata sul collezionismo di artisti storicizzati in grado di garantire un discreto investimento.

Questa exhibition, quindi, non solo vi catturerà per l’impatto estetico delle opere su carta che vi proponiamo, ma rappresenta sicuramente un’opportunità di investimento molto interessante. Inoltre, proprio in questi giorni e fino al 1° Luglio a Milano presso il castello Sforzesco è in mostra il “‘900 di Carta” dove potreste ritrovare parti della stessa collezione che vi stiamo proponendo. 

Chi non vorrebbe possedere un pezzo della storia dell’arte così prezioso da essere custodito in un museo o parte di una mostra prestigiosa?

Vi proponiamo 14 coloratissime opere tra serigrafie e litografie firmate e numerate di artisti quali: Guillaume Corneille, Fernandez Arman, Mimmo Rotella, Mario Schifano, Richard Lindner e Concetto Pozzati.

Buona visione!

Digital Exhibition curata da Alice Albanese e Sarah Spagnuolo

Immagine il 900 di carta

La Pop Art guarda il mondo da fuori. Non sembra un dipinto di qualcosa, sembra la cosa stessa.

Roy Lichtenstein

La Pop Art discende direttamente dal graffiante cinismo della Nuova oggettività e dalla semplicità equilibrata del Neoplasticismo, del Dadaismo e del Suprematismo. Nasce in Gran Bretagna alla fine degli anni cinquanta, ma si sviluppa soprattutto negli USA a partire dagli anni sessanta, estendendo la sua influenza in tutto il mondo occidentale.

Le origini specifiche della pop art vanno quindi ricercate nella crisi attraversata dall’arte non figurativa e in particolare dall’espressionismo astratto, crisi che portò la più giovane generazione di artisti alla ricerca di una nuova espressione figurativa che attingesse nuova linfa dalle forme della vita quotidiana. Le immagini prodotte dal cinema, dalla televisione e dalla pubblicità, gli oggetti commerciali di una società consumistica e i nuovi idoli creati dai mass media divennero i protagonisti e i materiali espressivi di questa nuova forma artistica. Il primo esempio di pop art fu realizzato dal pittore britannico Richard Hamiltonnel 1956 (Just what is it that makes today’s homes so different, so appealing?).[1] Il movimento ebbe così modo di emergere negli anni cinquanta in Gran Bretagna e all’inizio degli anni sessanta negli Stati Uniti. A partire dagli anni novanta del XX secolo si è avuta una rivitalizzazione di questa tendenza artistica,

Tecniche

Gli artisti della pop art si interrogarono sul problema della riproducibilità dell’arte nell’epoca industriale, sul come e se mantenere il carattere esclusivo dell’opera d’arte, o se invece conciliare la realtà consumistica con il proprio linguaggio. Dalle diverse risposte date a questi interrogativi nacque la diversità di stili e di tecniche tipica della pop art. Da un lato la creazione artistica divenne meccanica, dall’altro vennero recuperate le lezioni delle principali avanguardie del Novecento: dalle provocazioni del dadaismo[1] che per primo mescolò arte e realtà, ai collage di foto o immagini pubblicitarie di sapore ancora cubista, fino agli happening o gesti teatrali, in cui l’artista crea l’opera d’arte direttamente davanti agli spettatori, lasciando spazio all’improvvisazione.

Con sfumature diverse, gli artisti riprendono le immagini dei mezzi di comunicazione di massa, del mondo del cinema e dell’intrattenimento, della pubblicità. La pop art infatti usa il medesimo linguaggio della pubblicità e risulta dunque perfettamente omogenea alla società dei consumi che l’ha prodotta. L’artista, di conseguenza, non trova più spazio per alcuna esperienza oggettiva e ciò lo configura quale puro manipolatore di immagini, oggetti e simboli già fabbricati a scopo industriale, pubblicitario o economico. Questi oggetti, riprodotti attraverso la stampa, sono completamente personalizzati. Nelle mani di un artista pop le immagini della strada si trasformano nelle immagini “ben fatte” dell’arte colta. I temi raffigurati sono estremamente vari: prodotti di largo consumo, oggetti di uso comune, personaggi del cinema e della televisione, immagini dei cartelloni pubblicitari, insegne, foto di giornali, riviste.

 

Il Nouveau Réalisme è un movimento artistico dei primi anni del decennio 1960-1970. In quegli anni si vedono scatenarsi sulla scena delle arti visive movimenti come la Op Art in Europa, la Pop Art negli Stati Uniti, il Nouveau Réalisme in Francia. Soprattutto di artisti francesi, che ha per oggetto “materiali desunti dalla realtà, anche quella più banale”[1], anche rifiuti, che vengono raccolti per esempio in sculture tridimensionali. Il suo critico più importante è Pierre Restany. Autori importanti sono Yves Klein, Jean Tinguely, Martial Raysse, César Baldaccini, Daniel Spoerri, Jacques Villeglé, Christo, Gerard Deschamps, Mimmo Rotella, Arman, Niki de Saint Phalle. Questo movimento è collegato al New Dada.

Perchè questa selezione di serigrafie e litografie rappresentano un investimento interessante:

1. Perché stanno bene con qualsiasi tipo di arredamento

2. Perché sono tutti soggetti tipici degli artisti proposti

3. Perché sono tutti artisti presenti nei musei più importanti al mondo

4. Perché in qualsiasi momento potrai rivenderli ad una quotazione più alta del prezzo d’acquisto

VENDITA TEMPORANEA CONCLUSA

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