In origine estratta dagli alberi come resina, oggi principalmente sintetica,  la vetrotresina è la materia e il colore trasparente che compone le sculture di Annalu’ .

Classe ’76, veneta, Annalù ci regala tramite le sue opere i contrasti più affascinanti di una pura sensibilità femminile: da una parte fragili ragnatele disegnano trame di pizzo, dall’altra, frecce a forma di cuore si scagliano su libri trafiggendoli, o, zampilli d’acqua scrosciano sulle superfici inondandole con la forza di una cascata in piena.

Le opere di questa artista hanno un’estetica elegante, raffinata e mai banale, si prestano a valorizzare ambienti formali come hotel di lusso o case di rappresentanza e le opere più piccole, come gli Splash e i Gioielli – qui in vendita per gentile concessione della Galleria PUNTO SULL’ARTE fino al 31 Marzo (in fondo a questa pagina)–  possono impreziosire qualsiasi casa.

All’apparenza fragili come vetro, queste opere sono facilmente conservabili perchè la vetroresina è resistente come un materiale plastico.

Digital Exhibition a cura di Sarah Spagnuolo

Annalù
Annalù

Sono una visionaria ed ho sempre avuto grande difficoltà ad identificarmi in una categoria: forse mi considero prevalentemente una scultrice, ma amo e lavoro con il colore, il disegno/progetto e spesso sconfino nel design e nella performance. Non mi basta mai un solo linguaggio. Io non mi basto mai.

Da Artslife.com

Annalù Boeretto, nata a San Dona di Piave, Venezia, nel 1976, vive e lavora nella sua casa palafittata nella riva destra del fiume Piave a Passarella di San Dona di Piave, Venezia.

I suoi lavori si trovano in collezioni pubbliche e private in Italia e all’estero.

  • Premi e Menzioni: Premio Arte Laguna sezione Pittura e Scultura: 2007 (2 Premi) 2008 (3 Premi); Premio Pagine Bianche 2006; 1 Premio Stonefly per l’Arte Contemporanea 2008; Premio Ora 2011; 1 Premio Opera le vie dell’Acqua 2012; Premio Zaha Hadid Biennale di Salerno 2016.
  • Musei: GAM Bologna, Museo di Storia Naturale a Venezia; Rocca Paolina di Perugia/Fondazione Burri; Palazzo Ca’ Capello di Venezia; Palazzo Ducale di Pavullo (Modena); Fondazione Benetton; Museo di Santa Caterina Treviso; Museo Archeologico di Vasto (Chieti); Chiesa di San Francesco a Como; Chiesa di San Salvador a Venezia; Rocca dei Rettori a Benevento; Palazzo dei Papi a Viterbo, MACS Catania. Moya, Vienna; SDAI, San Diego.

2017

  • Nefes: alchimia di un soffio, Galleria Punto sullArte Varese, a cura di/curated by Alessandra Redaelli.
  • Moon zoo+Sciamane Bi-personal Elena Monzo-Annalu’ Gilda Contemporary Art, Milano a cura di/curated by Cristina Gilda Artese.
  • Hagakure, Spazio Artè, Lugano a cura di/curated by Gammert & Partner AG.
  • Annalu’, Four Season Sheraton Shenzen, Cina a cura di/curated by Charly Darwich.

2016

  • Frozen Istant, Parkview Art Gallery Hong Kong a cura di/curated by Italian Consulate in HK and Parview Art.
  •  A Drop of Sunshine in cold Water, Gallery on Fifth, Naples, Florida USA a cura di/curated by Gallery on Fifth.

2015

  • Frozen Moment n.2, GT Land Plaza, Central Guangzhou, Cina a cura di/curated by Parkview Art Gallery.
  • Flavors of Art, Conrad Hotel Hong Kong a cura/curated by Parkview Art Gallery Hong Kong.
  • Frozen Moments, Parkview Art Gallery Hong Kong a cura/curated by Elaine Kwok.
  • Simulacri, Galleria Gagliardi San Gimignano a cura di/curated by Alessandra Redaelli.

2014

  • Liquida – TransApparenze, Galleria Davico, Torino a cura/curated by Carlotta Canton.
  • Annalu’, Lumi Hotels + Ho Ho Arts Gallery, Taichung, Taiwan a cura di/curated by Roy and Di Yang.

2013

  • Codex, Galleria Gagliardi, San Gimignano, Siena, a cura di/curated by Stefano Gagliardi.

L'intervista

D: Quando e come è nato il tuo amore per la vetroresina, quale materiale prediletto delle tue opere?

Questa e’ una domanda che mi viene posta molte volte soprattutto perche’ le persone si chiedono come abbia fatto a lavorare questo materiale per cosi tanto tempo essendo un materiale difficile e pericoloso allo stato liquido.

Mi sono imbattuta nella resina per necessita’ ancora ai tempi dell’Accademia: avevo bisogno di lavorare sulle trasparenze e sulla luce e cercavo semplicemente il materiale piu’ idoneo per mettere in forma dei contenuti.

Da sempre per me la costante sfida e’ stata quella di combinare una materia cosi poco emozionale con un linguaggio espressivo che vuole essere pregno di meraviglia, di freschezza e di poesia ed ho imparato con il tempo a controllare le reazioni chimiche all’interno di una ricerca fortemente sperimentale.

Questo materiale ha sposato fin da subito la mia visione contemporanea di scultura dove le forme si smateriazzano in nome dell’immaterialita’ e si sciolgono come neve al sole diventando solo impronte e memorie.

D: Le tue opere sembrano materia liquida in movimento che, impresse in un tempo indefinito, si cristallizzano in forme e colori a volte quasi mistici. Da dove viene la tua ispirazione?

Il mondo della natura ha una grande attrazione su di me ma la mia visionarieta’ cerca di tradurre le forme naturali in contaminazioni che hanno a che fare con le ambiguita’ ed i paradossi contemporanei.

Il micro ed il macro cosmo insieme al concetto della metamorfosi nel mio lavoro e’ una costante ed e’ un impasto di molte cose. Quindi nella natura e dalla natura Osservo. Ascolto. Rifletto. Rielaboro.

Mi interessa il momento del passaggio tra uno stato e l’altro, fra realta’ differenti e condivido un atteggiamento molto vicino alla scienza alchemica. E’ il momento di transizione che ha tutto il mio interesse ed e’ proprio quel momento che cerco di bloccare nel tempo e nello spazio attraverso la resina creando quello che io chiamo equilibrio dinamico. L’operazione che svolgo non è poi così lontana dalla trasmutazione di una materia in un’altra. I miei  tanti splash d’acqua, le architetture liquide, le farfalle bruciate dentro la resina raccontano un tempo espanso in cui la forma ha il valore di un mandala.

Ho quindi una percezione del tempo molto dilatata perche’ nei miei tanti tentativi di fermare nella resina il suo scorrere cerco di porre l’attenzione fra cio’ che era, e’ e cio’ che potrebbe essere.

In questo senso il Tempo diventa Memoria all’interno del lavoro.

D: Le tue opera comunicano nello stesso momento fragilità, per via della materia sottile e trasparente delle quali sono composte, e dirompenza per via della loro dinamicità plastica. Questo contrasto ti rappresenta? O ti senti più fragile o dirompente?

Sono entrambe le cose. Io sono la trasparenza e l’opacita’, l’apparente fragilita’ strutturata con forte fibra invisibile; sono la disgregazione e l’assemblaggio; sono  la materia che si smembra e l’inchiostro che si liquefa. Sono un ibrido in costante trasformazione.

D: Ci puoi raccontare un momento difficile della tua carriera d’artista fino ad ora e un momento molto bello e cosa hai imparato da entrambe sul mondo dell’arte?

Un momento difficile l’ho vissuto in Cina quando ho preparato in 3 mesi a Shenzhen una personale che avrei esposto poi ad Hong Kong. Ero in ritardo con la produzione e durante la settimana si erano rovinati tre lavori, ero in ansia, molto in crisi perche’ da sola e convinta che non ce l’avrei mai fatta a recuperare le energie per fare i pezzi promessi. Ricordo quella domenica in studio e poi nella mia stanza a guardare il mare con un temporale fortissimo e ricordo come il mio stato d’animo fosse perfettamente in linea con i lampi ed i tuoni che  scaricavano nell’Oceano tutta la loro potenza.

Ho diversi momenti bellissimi: si tratta di immagini alle quali ritorno quando sono scarica.

Un momento meraviglioso fu l’emozione durante la mia prima mostra Personale alla Galleria Forni di Bologna nel 2010, un’altro fu nel 2014 la presentazione degli artisti ed inaugurazione della Parkview Art Gallery di Hong Kong e la fantastica cena di artisti e collezionisti in una delle 7 torri di George Wong. Ricordo la salita in collina con la macchina privata dove vedevo le luci della citta sotto di me, l’apertura della porta da parte dei maggiordomi, il tavolo di 20 metri con la Fontana al centro, le angurie quadrate ed I profumi orientali. Altri bellissimi momenti sono stati la salita sul campanile del mio primo bronzo di 3 metri nella chiesa di Jesolo Lido Venezia e gli occhi di mio padre immersi nella lettura del mio primo catalogo.

D: Che cosa pensi dei social media per l’arte e per gli artisti in generale?

Ho iniziato ad usare i social alcuni anni fa e da subito li ho utilizzati soprattutto come strumento di lavoro e cioe’ come vetrina per le mie opere.

Oggi invece racconto sempre meno della mia vita artistica (quella private per me deve rimanere tale!) e devo dire che faccio anche meno post perche’ ho pochissimo tempo per farlo.

Passo moltissime ore in studio e lavoro incessantemente. Quando faccio un’attimo di pausa guardo, leggo, metto qualche like per dimostrare che esisto ancora e poi torno al lavoro.

Molti mi hanno detto che dovrei fare un blog per raccontare le mie emozioni e cio’ che avviene in studio perche’ altrimenti si puo’ rischiare di “sparire”. Ecco questa paura alla “sparizione” secondo me ha portato ultimamente a sopravalutare il ruolo dei social, a farlo degenerare in una rincorsa al like che non appartiene alla mia visione delle cose.

Ritengo comunque che sia un’ottimo strumento tecnologico ma come tale credo andrebbe mediato da una maggiore intelligente attenzione alla parola.

D: Ci puoi dire tre cose che ami moltissimo e tre cose che odi?

Amo moltissimo annusare il pelo dei mie cani; il mare e la sensazione divina quando creo qualcosa di nuovo. Quest’ultima dura veramente pochissimo ma e’ esaltante.

Odio la finta modestia, l’arroganza ma piu’ di ogni altra cosa le persone prevenute che si fanno delle idee basate sul nulla e su quel nulla costruiscono cattiverie.

D: Qual è la tua opera che ami di più e perché?

Non c’e’ un’opera a cui io sia particolarmente legata: ognuna rappresenta un momento ben preciso che pero’ e’ sempre di passaggio, e’ transitorio e superabile quindi lascio sempre andare ogni lavoro senza nessun tipo di sentimento nostalgico.

Installazione altalena - Annalù Boeretto

Installazione altalena – Annalù Boeretto

Esiste pero’ un lavoro che per me ha creato uno start emotivo importante, si e’ presentato ai miei occhi come un’intuizione limpida quasi come fosse un’immagine dall’aldila’ ed e’ per questo che lo sento forse in maniera diversa. Si tratta di Hermes del 2004 : l’installazione di una altalena di piume che oscilla sotto un cielo che passa dalla notte al giorno…

Tradizionalmente, si attribuisce a questa divinità, generata dai segreti e notturni amplessi di Zeus e della ninfa Maia, il semplice ruolo di messaggero degli dei. Una ricerca più approfondita rivela, però, che questo ruolo di araldo divino, è solo una parte di quello che Hermes ha rappresentato nel mondo antico in generale, ed in quello greco classico in particolare.

Hermes era il protettore dei crocicchi, dove le erme con la sua effige e l’organo genitale eretto erano poste a protezione dei viandanti e dei viaggiatori, vegliava, inoltre, sulle anime che intraprendevano il misterioso viaggio verso i regni di Ade ( era, infatti, l’unica divinità, oltre a Proserpina ed Ade, associata alla vita negli inferi), proteggeva gli atleti e, forse in maniera volutamente canzonatoria, i ladri, i commercianti e gli uomini astuti ( più volte aiutò Ulisse nel suo nostos).

L’identificazione di Hermes inoltre con il dio egiziano Thoth  ne fa poi una delle incarnazioni simboliche dell’arte alchemica e per me quel mondo mistico, esoterico, metafisco e filosofico e’ il pilastro su cui fondo tutto il mio lavoro.

Perchè le opere di Annalù rappresentano anche un buon investimento:

  • Annalù ha uno stile unico e inconfondibile;
  • La sua carriera è un continuo crescendo;
  • Nel 2017 ha partecipato a diverse fiere ed è stata la protagonista di più exhibitions sia in Italia che all’estero. Nel 2018 ha già partecipato a due fiere nazionali e internazionali;
  • Di lei hanno scritto molti critici;
  • E’ un’artista impegnata e produttiva.

Il suo catalogo del 2014

Catalogo - Annalù Boeretto

Catalogo – Annalù Boeretto

VENDITA TEMPORANEA CONCLUSA

Dal 27 al 31 Marzo

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